Recensione: Assaf Inbari, Il carro armato

Assaf Inbari, Il carro armato, Giuntina

Ci sono monumenti divisivi, di fronte ai quali le zone ombrose della Storia non vengono sciolte in maniera lineare, anzi proprio il contrario. Lamberto Santucci propone la recensione del libro “Il carro armato” di Assaf Inbari, al cui centro si staglia la carcassa di un tank arrugginito dall’irrespirabile successione di conflitti, a partire dal 1948. Chi lo ha fermato, piccolo Davide contro il Golia di ferro? Sono in cinque ad autoproclamarsi eroi e, risalendo indietro lungo le loro esistenze, si costruiscono pezzo dopo pezzo i più duri decenni del Medioriente, indagando sulle responsabilità del racconto in prima persona.

Recensione: Han Kang, L’ora di greco

Han Kang, L'ora di greco, Adelphi 2023

L’ora di greco di Han Kang (traduzione di Lia Iovenitti), Adelphi Ed., è uno dei più bei romanzi letti nel 2023. Vi propongo la recensione del libro, nella mia puntata andata in onda su Radio Padova. Non vi deve spaventare il titolo. Non è un romanzo per classicisti ma per tutti coloro che vogliono scoprire come due anime, destinate all’incomunicabilità, trovino invece nei propri sintomi un nuovo modo per dirsi: Ti amo. Lui è un professore di lettere classiche che, tornato dalla Germania nell’amata Seul, insegna in un corso serale di greco zero per adulti. Lo frequenta anche una donna che non è più in grado di parlare: non è muta ma è diventata mutacica per una serie di motivi che non vi svelo. Lui, invece, è destinato a perdere progressivamente la vista a causa di una malattia congenita agli occhi. Eppure, riusciranno a incontrarsi e ad amarsi. Come? A voi scoprirlo.

Recensione: Etienne Kern, Il sarto volante

Etienne Kern, Il sarto volante, L'Orma Editore; Premio Goncourt 2022

Da quando ha visto il video del 4 febbraio 1912 in cui Franz Reichelt si getta col suo paracadute dalla torre Eiffel, finendo stramazzato a terra dopo un volo di qualche secondo, per Etienne Kern è diventato un’ossessione. Lamberto Santuccio propone la recensione del libro “Il sarto volante”, un gioiellino vicino alla perfezione in cui l’autore esamina alcuni voli (al plurale) dal sarto austroungarico in poi, contro la superficialità di chi vede nella picchiata suicida il gesto sconclusionato di un folle. E il silenzio immobile prima del balzello finale si carica così di tutto lo spettro delle emozioni umane.

Recensione: Gianfranco Vergoni, Il cielo d’erba

transizione di genere

Che cosa succede a una coppia quando uno dei due intraprende una transizione di genere? Lo racconta Gianfranco Vergoni nel suo romanzo d’esordio,”Quando a parlare è il corpo” (Longanesi, 2023), la cui recensione è di Anna Da Re. Vergoni riflette su quale possa essere il cambiamento più radicale a cui possa andare incontro una persona. E ha pensato che questo cambiamento sia la transizione di genere. Nel romanzo Francesco conosce Viola, si innamorano, si sposano. Nel tempo il malessere di Viola prende un nome e dei contorni e riguarda la sua identità di genere.

Recensione: Francesca Capossele, L’abitudine sbagliata

Francesca Capossele, L'abitudine sbagliata

Quando incontri un libro incontri un tesoro. Per me è questa l’esperienza di lettura del romanzo di Francesca Capossele, L’abitudine sbagliata (Playground libri, 2023). Vi propongo la recensione del libro che ho sfogliato, quando ancora era nella culla, ossia in bozza. Sono stato avvinto dalla crudeltà limpida di questa scrittura e dalla storia di formazione non sbagliata.

Recensione:  Nino Haratischwili, La luce che manca

Nino-Haratischwili-La-luce-che-manca_Marsilio

Poco conosciamo l’orrore vissuto dalla Georgia dopo il crollo dell’impero sovietico. Vi proponiamo la recensione del libro La luce che manca di Nino Haratischwili, poderosa narrazione imperniata sui ricordi di quegli anni, a cura di Lamberto Santuccio. Al centro delle vicende quattro ragazze, cresciute troppo in fretta fra tossicodipendenza e violenze machiste, bande di microcriminalità e guerre civili. In una comunità grande appena un cortile, Qeto e le sue amiche inciampano costantemente sul dolore, provando sul loro corpo tutta la portata della storia. E si ritrovano decenni dopo, indurite (ma non definitivamente) dal passato.

Recensione: Clara Dupont-Monod, Adattarsi

Clara Dupont-Monod, Adattarsi

Quando in famiglia arriva un figlio, tutto il nucleo è chiamato a riformulare gli spazi, i tempi, le dinamiche. Ancora di più quando lo accompagna una disabilità. Ecco a voi la recensione del libro “Adattarsi” della francese Clara Dupont-Monod, in cui i personaggi, definiti solo dal loro ruolo in famiglia, fanno fronte all’arrivo del ‘terzo figlio’, gravemente malato. Tutto un universo di elementi in contrasto si erge fra queste pagine, chiamando il lettore a immergersi nel dolore e a contrapporre gli stati d’animo descritti, fino alla magnifica risoluzione delle ultime righe. La recensione del libro è di Lamberto Santuccio.

Recensione: Alessandra Selmi, Al di qua dal fiume

Alessandra Selmi, Al di qua del fiume

“Al di qua del fiume” di Alessandra Selmi (Nord, 2022) è la storia del primo villaggio industriale in Italia, Crespi, subito dopo l’Unità d’Italia. Un sogno diventato una grande realtà, a cavallo tra mondo contadino e mondo industriale, un sito all’avanguardia, e a misura d’uomo. Consapevole istintivamente dell’importanza dei servizi come diritto dei lavoratori, Silvio Crespi ha fatto suo il dovere sciale di garantire un futuro agli uomini e alle donne del suo cotonificio, mettendo davanti a tutto il loro benessere. La recensione del libro è di Anna Da Re.

Recensione: Tove Ditlevsen, Infanzia, Gioventù, Dipendenza

Recensione: Tove Ditlevsen, Infanzia, Gioventù, Dipendenza

Nella sua “Trilogia di Copenaghen”, edita da Fazi Editore, la talentosa danese Tove Ditlevsen, con una freschezza sorprendente, come fosse in uno stato di autoipnosi, passa in rassegna la propria vita in tre libri sfavillanti, intensi ed eleganti (Infanzia, Gioventù, Dipendenza), anticipando di molti anni l’autofiction. La recensione dei tre libri è di Dennis Canal.

Recensione: Piia Leino, Cielo

Piia Leino, Cielo, Voland

C’è una buona percentuale di presente in ogni distopia, questa è la regola. Lamberto Santuccio propone la recensione del libro “Cielo” di Piia Leino. E’ un asfissiante romanzo ambientato in una futura Finlandia dove l’apatia è stata eletta dal sistema politico fascista come unico orizzonte possibile. Solo alcuni privilegiati possono ritrovare bricioli di felicità dentro un mondo virtuale; felicità sotto forma di pixel, dunque. Eppure i protagonisti iniziano lentamente a prendere coscienza della cosa e, spaventosamente, a ripensare al nostro presente come origine di tutti i mali; siamo dunque la preistoria del futuro orrore?