Recensione: Mathijs Deen, La nave faro

Recensione: Mathijs Deen, La nave faro

Siamo tutti prigionieri delle nostre vite e delle nostre scelte. Un gruppo di marinai sono imprigioni su una nave faro, operativa davanti alle coste olandesi, a causa della nebbia. Con loro è stato imbarcato un capretto, che il cuoco vuole macellare per preparare un piatto della sua infanzia nelle Indie Occidentali. Su tutti però scende una forte tensione a causa della nebbia, per il rischio di una possibile collisione. Vi propongo la recensione del piccolo e intenso romanzo di Mathijs Deen, “La nave faro” (Iperborea, 2022), che ho ritrovato tra i miei libri sistemandoli per fare spazio all’albero di Natale.

Recensione: Assaf Inbari, Il carro armato

Assaf Inbari, Il carro armato, Giuntina

Ci sono monumenti divisivi, di fronte ai quali le zone ombrose della Storia non vengono sciolte in maniera lineare, anzi proprio il contrario. Lamberto Santucci propone la recensione del libro “Il carro armato” di Assaf Inbari, al cui centro si staglia la carcassa di un tank arrugginito dall’irrespirabile successione di conflitti, a partire dal 1948. Chi lo ha fermato, piccolo Davide contro il Golia di ferro? Sono in cinque ad autoproclamarsi eroi e, risalendo indietro lungo le loro esistenze, si costruiscono pezzo dopo pezzo i più duri decenni del Medioriente, indagando sulle responsabilità del racconto in prima persona.

Recensione: Han Kang, L’ora di greco

Han Kang, L'ora di greco, Adelphi 2023

L’ora di greco di Han Kang (traduzione di Lia Iovenitti), Adelphi Ed., è uno dei più bei romanzi letti nel 2023. Vi propongo la recensione del libro, nella mia puntata andata in onda su Radio Padova. Non vi deve spaventare il titolo. Non è un romanzo per classicisti ma per tutti coloro che vogliono scoprire come due anime, destinate all’incomunicabilità, trovino invece nei propri sintomi un nuovo modo per dirsi: Ti amo. Lui è un professore di lettere classiche che, tornato dalla Germania nell’amata Seul, insegna in un corso serale di greco zero per adulti. Lo frequenta anche una donna che non è più in grado di parlare: non è muta ma è diventata mutacica per una serie di motivi che non vi svelo. Lui, invece, è destinato a perdere progressivamente la vista a causa di una malattia congenita agli occhi. Eppure, riusciranno a incontrarsi e ad amarsi. Come? A voi scoprirlo.

Recensione: Gianfranco Vergoni, Il cielo d’erba

transizione di genere

Che cosa succede a una coppia quando uno dei due intraprende una transizione di genere? Lo racconta Gianfranco Vergoni nel suo romanzo d’esordio,”Quando a parlare è il corpo” (Longanesi, 2023), la cui recensione è di Anna Da Re. Vergoni riflette su quale possa essere il cambiamento più radicale a cui possa andare incontro una persona. E ha pensato che questo cambiamento sia la transizione di genere. Nel romanzo Francesco conosce Viola, si innamorano, si sposano. Nel tempo il malessere di Viola prende un nome e dei contorni e riguarda la sua identità di genere.

Recensione: Francesca Capossele, L’abitudine sbagliata

Francesca Capossele, L'abitudine sbagliata

Quando incontri un libro incontri un tesoro. Per me è questa l’esperienza di lettura del romanzo di Francesca Capossele, L’abitudine sbagliata (Playground libri, 2023). Vi propongo la recensione del libro che ho sfogliato, quando ancora era nella culla, ossia in bozza. Sono stato avvinto dalla crudeltà limpida di questa scrittura e dalla storia di formazione non sbagliata.

Recensione:  Nino Haratischwili, La luce che manca

Nino-Haratischwili-La-luce-che-manca_Marsilio

Poco conosciamo l’orrore vissuto dalla Georgia dopo il crollo dell’impero sovietico. Vi proponiamo la recensione del libro La luce che manca di Nino Haratischwili, poderosa narrazione imperniata sui ricordi di quegli anni, a cura di Lamberto Santuccio. Al centro delle vicende quattro ragazze, cresciute troppo in fretta fra tossicodipendenza e violenze machiste, bande di microcriminalità e guerre civili. In una comunità grande appena un cortile, Qeto e le sue amiche inciampano costantemente sul dolore, provando sul loro corpo tutta la portata della storia. E si ritrovano decenni dopo, indurite (ma non definitivamente) dal passato.

Recensione: Clara Dupont-Monod, Adattarsi

Clara Dupont-Monod, Adattarsi

Quando in famiglia arriva un figlio, tutto il nucleo è chiamato a riformulare gli spazi, i tempi, le dinamiche. Ancora di più quando lo accompagna una disabilità. Ecco a voi la recensione del libro “Adattarsi” della francese Clara Dupont-Monod, in cui i personaggi, definiti solo dal loro ruolo in famiglia, fanno fronte all’arrivo del ‘terzo figlio’, gravemente malato. Tutto un universo di elementi in contrasto si erge fra queste pagine, chiamando il lettore a immergersi nel dolore e a contrapporre gli stati d’animo descritti, fino alla magnifica risoluzione delle ultime righe. La recensione del libro è di Lamberto Santuccio.

Recensione: Piia Leino, Cielo

Piia Leino, Cielo, Voland

C’è una buona percentuale di presente in ogni distopia, questa è la regola. Lamberto Santuccio propone la recensione del libro “Cielo” di Piia Leino. E’ un asfissiante romanzo ambientato in una futura Finlandia dove l’apatia è stata eletta dal sistema politico fascista come unico orizzonte possibile. Solo alcuni privilegiati possono ritrovare bricioli di felicità dentro un mondo virtuale; felicità sotto forma di pixel, dunque. Eppure i protagonisti iniziano lentamente a prendere coscienza della cosa e, spaventosamente, a ripensare al nostro presente come origine di tutti i mali; siamo dunque la preistoria del futuro orrore?

Recensione: Saša Ilić, Cane e contrabbasso

SASA-ILIC-Cane-e-contrabbasso_Keller

“I libri di Carlo” è anche la rubrica in cui ogni sabato su Radio Padova parlo di libri e di cultura. Nella puntata del 2 dicembre ho presentato il romanzo dello scrittore serbo Saša Ilić, Cane e contrabbasso, Keller Editore (2023). Lui è un importante scrittore e giornalista che, con questo romanzo, nel 2019 ha vinto il prestigioso premio letterario NIN. Al premio ha fatto seguito un appello al boicottaggio da parte di 18 scrittori, tra cui alcuni nazionalisti aperti, che hanno accusato la giuria di “incompetenza” sia sul piano professionale che morale e hanno invitato le loro case editrici a non partecipare alla selezione.

Saša Ilić traccia una sorta di contro-storia delle vicende jugoslave, ponendo al centro del racconto il complesso rapporto tra l’individuo e le istituzioni, l’anelito alla libertà e lo strapotere dello Stato. Il tutto, attraverso uno sguardo consapevole, a volte amaro, ma mai rassegnato. I suoi eroi, ha riferito in un’intervista l’Autore, sono migranti proprio come il protagonista, che lascia il suo Paese come molti ex jugoslavi in fuga.

Recensione: La vita di chi resta

Matteo B. Bianchi, La vita di chi resta

È cosa assai preziosa ascoltare chi ha vissuto la burrasca e ce la racconta. Recensione a cura di Lamberto Santuccio di “La vita di chi resta” di Matteo B. Bianchi, un intimo resoconto attorno al suicidio del proprio compagno. Con una sincerità disarmante, l’autore racconta la sua storia con S., dall’innamoramento alla nascita delle prime incomprensioni fino al gesto fatale. Nasce così un pensiero magico imprescindibile e di indescrivibile potenza, scritto dopo la depressurizzazione di vent’anni ma ancora aggrappato alle radici della carne.