Recensione: Yann Andréa, Questo amore

Recensione_Yann_Andrea_Questo_Amore_FVE

Il libro è la storia dell’incontro tra l’autore e la scrittrice Marguerite Duras. Prima vi è l’incontro con il suo mondo letterario, e poi con la persona Marguerite Duras. Tutto inizia nel 1975, quando Yann Andréa, pseudonimo di Yann Lemée, allora studente di filosofia a Caen, legge per caso un libro della Duras. Inizia a scriverle delle lettere e si incontrano nel 1980. Lei lo ospita a casa sua e ne diventa l’ultimo compagno. Lei trova per lui lo pseudonimo di Yann Andréa Steiner, e detta a lui i suoi libri. La traduzione del romanzo è di Lamberto Santuccio (FVE, 2023).

Recensione: Francesca Giannone, La portalettere

Premio Bancarella 2023

Un romanzo d’esordio che per tutto il 2023 è rimasto nelle classifiche dei primi 10 libri più letti. l libro di Francesca Giannone, “La portalettere”, prende avvio nel Salento degli anni ’30 e racconta una vicenda familiare lunga un ventennio: sentimenti contrastanti, segreti che possono salvare o distruggere legami, lotta per la parità di genere sono solo alcuni dei tanti temi che animano questo romanzo. La recensione è di Anna Da Re che non è rimasta, come molte lettrici, particolarmente affascinata dalla prosa e dalla vicenda, un po’ troppo da feuilleton. Vita e morte, legami adulterini e amori negati, grandi slanci di generosità e cattiveria gratuita, passioni vissute a qualsiasi costo e altre represse per quieto vivere: nei quasi vent’anni (1934-1952) narrati nel romanzo accade di tutto, fino all’ultimo salto temporale nel 1961. Forse un po’ troppo.

Intervista: Cristina Alziati, Quarantanove poesie e altri disturbi

Cristina Alziati, Recensione: Cristina Alziati, Quarantanove poesie e altri disturbi, Marcos y Marcos

Andrea Carloni intervista Cristina Alziati, poeta, tornata in libreria dopo alcuni anni di silenzio con “Quarantanove poesie e altri disturbi” (Marcos y Marcos, 2023). L’ha incontrata in occasione di Vive Voci 2023 – II edizione del Festival della poesia contemporanea di Padova.

Recensione: Annie Ernaux, Perdersi

Annie Ernaux Perdersi L'Orma

Più si scende nell’intimità del proprio essere e più le contraddizioni risuonano necessarie. Annie Ernaux, premio Nobel per la Letteratura 2021, lo sa bene. Soprattutto quando pubblica, accanto ai propri romanzi, gli stralci del suo diario personale. Ecco la recensione del libro “Perdersi”, il nuovo testo pubblicato dall’Orma Editore, in cui la scrittrice ripercorre i due anni di passione e struggimento morboso per S., un diplomatico sovietico con il quale ha intessuto una liaison squilibrata e sofferta alla fine degli anni Ottanta. È l’analisi di una dipendenza affettiva all’ombra di Simone de Beauvoir.

Recensione: Mathijs Deen, La nave faro

Recensione: Mathijs Deen, La nave faro

Siamo tutti prigionieri delle nostre vite e delle nostre scelte. Un gruppo di marinai sono imprigioni su una nave faro, operativa davanti alle coste olandesi, a causa della nebbia. Con loro è stato imbarcato un capretto, che il cuoco vuole macellare per preparare un piatto della sua infanzia nelle Indie Occidentali. Su tutti però scende una forte tensione a causa della nebbia, per il rischio di una possibile collisione. Vi propongo la recensione del piccolo e intenso romanzo di Mathijs Deen, “La nave faro” (Iperborea, 2022), che ho ritrovato tra i miei libri sistemandoli per fare spazio all’albero di Natale.

Recensione: Antonio Schiena, Chiodi

Antonio Schiena, Chiodi, Fazi Editore

Chiodi, di Antonio Schiena, edito da Fazi Editore, è una favola oscura sulla riflessione, un sorprendente romanzo di formazione al contrario che sfida le convenzioni delle favole tradizionali per offrire una storia pregna di significato e di riflessioni sulla difficoltà di accettare se stessi e sulla necessità di imparare dai propri errori. La recensione del libro è di Dennis Canal.

Recensione: Han Kang, L’ora di greco

Han Kang, L'ora di greco, Adelphi 2023

L’ora di greco di Han Kang (traduzione di Lia Iovenitti), Adelphi Ed., è uno dei più bei romanzi letti nel 2023. Vi propongo la recensione del libro, nella mia puntata andata in onda su Radio Padova. Non vi deve spaventare il titolo. Non è un romanzo per classicisti ma per tutti coloro che vogliono scoprire come due anime, destinate all’incomunicabilità, trovino invece nei propri sintomi un nuovo modo per dirsi: Ti amo. Lui è un professore di lettere classiche che, tornato dalla Germania nell’amata Seul, insegna in un corso serale di greco zero per adulti. Lo frequenta anche una donna che non è più in grado di parlare: non è muta ma è diventata mutacica per una serie di motivi che non vi svelo. Lui, invece, è destinato a perdere progressivamente la vista a causa di una malattia congenita agli occhi. Eppure, riusciranno a incontrarsi e ad amarsi. Come? A voi scoprirlo.

Recensione: Gianfranco Vergoni, Il cielo d’erba

transizione di genere

Che cosa succede a una coppia quando uno dei due intraprende una transizione di genere? Lo racconta Gianfranco Vergoni nel suo romanzo d’esordio,”Quando a parlare è il corpo” (Longanesi, 2023), la cui recensione è di Anna Da Re. Vergoni riflette su quale possa essere il cambiamento più radicale a cui possa andare incontro una persona. E ha pensato che questo cambiamento sia la transizione di genere. Nel romanzo Francesco conosce Viola, si innamorano, si sposano. Nel tempo il malessere di Viola prende un nome e dei contorni e riguarda la sua identità di genere.

Recensione: Clara Dupont-Monod, Adattarsi

Clara Dupont-Monod, Adattarsi

Quando in famiglia arriva un figlio, tutto il nucleo è chiamato a riformulare gli spazi, i tempi, le dinamiche. Ancora di più quando lo accompagna una disabilità. Ecco a voi la recensione del libro “Adattarsi” della francese Clara Dupont-Monod, in cui i personaggi, definiti solo dal loro ruolo in famiglia, fanno fronte all’arrivo del ‘terzo figlio’, gravemente malato. Tutto un universo di elementi in contrasto si erge fra queste pagine, chiamando il lettore a immergersi nel dolore e a contrapporre gli stati d’animo descritti, fino alla magnifica risoluzione delle ultime righe. La recensione del libro è di Lamberto Santuccio.