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Recensione: Shehan Karunatilaka, Le sette lune di Maali Almeida

"Le sette lune di Maali Almeida" di Shehan Karunatilaka (Fazi, traduzione di Silvia Castoldi) sta avendo una notorietà internazionale grazie al Booker Prize 2022. È la storia raccontata da un uomo defunto, un fotografo, gay clandestino che si trova, nell'aldilà, a chiedere conto all'autorità burocratica – che lo accoglie in una specie di "ufficio visti" celestiale – della sua morte: non ha idea di chi lo abbia ucciso e poter guardare in una sorta di flashback i sicari che lo hanno massacrato facendolo a pezzi con una mannaia e scaricandolo in un lago a imputridire non lo aiuta a chiarire il perché. Siamo nello Sri Lanka, ex Ceylon, l'isola al largo della costa meridionale del subcontinente indiano, detta "la lacrima dell'India". La recensione del libro è di Dennis Canal.

Immagina di svegliarti e scoprirti morto. Immagina, ora, l’Aldilà. Ti guardi intorno e capisci che è simile a un “ufficio delle tasse e tutti vogliono un rimborso”.

Shehan Karunatilaka, scrittore dello Sri Lanka e vincitore del Booker Prize 2022, è noto per il suo stile di scrittura unico e coinvolgente e per la sua prosa vivace, arguta e piena di humor, attraverso i quali offre una rappresentazione autentica della vita e delle dinamiche sociali nel contesto culturale del suo paese.

In Le sette lune di Maali Almeida, edito da Fazi Editore, dà il meglio di sé e non delude le aspettative confermando la sua abilità (rara) nel mescolare con dimestichezza una narrazione umoristica con il complesso passato politico dello Sri Lanka e regalandoci un’intelligente e dissacrante satira del Paese.

Quindi, spalle all’Occidente, saliamo su un volo intercontinentale e immergiamoci nelle profondità e nelle oscurità dello Sri Lanka degli ultimi 30 anni con la sua mitologia e la sua magia.

Chi sei?

Le premesse sono meravigliose. Maali Almeida, tu, sei un fotografo di guerra itinerante che si è ritrovato ad assistere a scandali governativi, a massacri, cospirazioni, omicidi. Sei anche un giocatore d’azzardo e assiduo frequentatore di casinò, sei innamorato della tua Nikon, sei gay e sei ateo. Sei un personaggio scomodo e probabilmente è per questo che qualcuno ti ha ucciso e ha nascosto il tuo cadavere.

Hai sette lune per risolvere il giallo della tua morte ma soprattutto per indirizzare le persone più importanti della tua vita, il tuo compagno e la tua migliore amica (e fidanzata di copertura all’occorrenza, l’omosessualità è un reato nello Sri Lanka) verso delle foto che “possono far cadere i governi” e “possono fermare le guerre”.

Non vuoi che il tuo contributo come testimone sia consegnato all’oblio. Le foto rappresentano il tuo lascito alla tua terra e una forma di difesa contro l’amnesia collettiva.

“Ci sono buone ragioni per cui gli umani non possono parlare con gli animali, se non dopo la morte. Perché gli animali non la smetterebbero più di lamentarsi. E questo li renderebbe più difficili da macellare. La stessa cosa si può dire per i dissidenti, insorti, separatisti e fotografi di guerra.
Meno li si sente, più è facile che vengano dimenticati.”

Un viaggio allucinato

Con la sua morte, prende vita il tumultuoso racconto di Maali, in seconda persona singolare, lungo sette lune, durante le quali apprendiamo le difficoltà dello Sri Lanka durante i lunghi anni di guerra civile. Un racconto che si fa subito immersione nella cultura, nelle contraddizioni dello Sri Lanka, in un ipotetico aldilà abitato da creature misteriose e fantasmi, in cui Maali fluttua per scoprire la verità e raggiungere la luce. Ma quali verità sono più importanti?

“Non ha visto quello che hai visto tu, e non ha fatto quello che hai fatto tu e non capisce che se entri nella Luce, non è della dimenticanza che hai paura, ma delle cose che entreranno con te.”

Il disorientamento iniziale finisce subito. Vogliamo sapere cosa è successo. Dobbiamo scoprire la verità sull’omicidio di Maali. E, soprattutto, dove sono le foto?

Se da un lato rimaniamo impressionati dalla stravaganza con cui l’autore mescola e rispetta le convenzioni di diversi generi letterari (dal giallo al realismo magico), dall’altro percepiamo che i fronzoli letterari sono solo una cornice di una realtà terrificante: la carneficina delle guerre civili dello Sri Lanka.

È così che Shehan Karunatilaka omaggia la sua terra e rende giustizia artistica a uno squarcio storico terribile.

“Perché lo Sri Lanka è al primo posto per numero di suicidi?”, chiede la ragazza, scrutando oltre gli occhiali spessi. “Siamo molto più infelici, o molto più violenti del resto del mondo?”
“Chi cazzo se ne frega?”, risponde la figura ingobbita, mentre una donna con i codini fa il gran salto oltre il cornicione.
“È perché abbiamo abbastanza istruzione per capire che il mondo è crudele”, prosegue la ragazza con l’uniforme della scuola. “E abbastanza corruzione e ineguaglianza per sentici impotenti contro questo stato di cose”.

Maali Almeida

Maali Almeida è un personaggio terribilmente concreto, privo di alcuna forma di finzione e con una solida e chiara visione non solo politica ma anche di vita. È un essere umano, e in quanto tale crede di compiere, egoisticamente, scelte giuste senza riflettere sulle eventuali conseguenze sui suoi affetti.

Ed è proprio la sua umanità, la sua trasparenza e la sua onestà a far sì che il romanzo si regga con maestria su una seconda persona singolare. Diventiamo Maali. Crediamo di compiere, egoisticamente, scelte giuste. Feriamo i nostri affetti.

E siamo noi, alla fine, a invertire la rotta e prendere atto che la nostra vita possa migliorare e che, in fin dei conti, la felicità (la luce) non è un concetto così distante.

“Lo hai immaginato dedicare la tua vita ad una causa persa, proprio come te, e l’idea ti ha reso felice. Tutti noi dobbiamo trovare una causa persa per cui vivere, altrimenti perché prendersi la briga di respirare? Perché, a pensarci bene, una volta che hai visto la tua vera faccia e hai riconosciuto il colore dei tuoi occhi; che hai assaporato l’aria e annusato il suolo; che hai bevuto dalle fontane più pure e dai pozzi più luridi, questo è quanto di più bello tu possa dire sulla vita. Non è il nulla.”

Dissolvenza

Le sette lune di Maali Almeida è un libro che offre una vasta gamma di emozioni. Mi ha fatto ridere, piangere e riflettere, lasciandomi con una sensazione di meraviglia e gratitudine per l’esperienza vissuta. Siamo di fronte a un capolavoro letterario in grado di creare un legame con il cuore di chi lo legge, un invito a esplorare i nostri lati nascosti e ad abbracciare la magia della vita.

“Tutte le storie vengono riciclate, e tutte le storie sono ingiuste. Molti hanno fortuna, e molti sono infelici. Molti nascono in case piene di libri, molti crescono nelle paludi della guerra. Alla fine tutto diventa polvere. Tutte le storie si concludono con una dissolvenza al nero.”

Dennis Canal

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