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Mona Eltahaway, Sette peccati necessari

"Sette peccati necessari", pubblicato in lingua originale nel 2019, dopo un successo internazionale, arriva in Italia grazie alla casa editrice indipendente le plurali, nata nel 2021 con l’obiettivo di valorizzare la voce autoriale e la professionalità delle donne, in un’ottica intersezionale e internazionale. Quali sono i sette peccati che le donne devono commettere per essere libere? Rabbia, attenzione, volgarità, ambizione, potere, violenza, lussuria. Mona Eltahawy ribalta il punto di vista delle donne attraverso la consapevolezza, elenca dati, numeri e avvenimenti simbolo della violenza di genere in tutto il mondo, racconta la storia e l’ispirazione di attiviste, che hanno sfidato il sistema in Cina, India, Uganda, Brasile, ma anche nel mondo Occidentale, negli Stati Uniti in primis.

Sette peccati necessari, manifesto contro il patriarcato di Mona Eltahaway (Le plurali, 2022) è un libro in grado di scuotere le fondamenta delle nostre convinzioni, di farci riflettere e di suscitare un senso di consapevolezza: quando succede, siamo di fronte a un tesoro letterario. Quest’opera sembra incarnare tale magia, pungendo nel cuore dei dogmi patriarcali che ancora affliggono la nostra società.

Mona Eltahway, autrice, attivista egiziano-americana e editorialista pluripremiata, ci costringe a guardare in faccia il sistema patriarcale, complesso e pervasivo, e ci mostra, con un’incredibile ricchezza di dati e esempi di vita e attraverso un approccio intersezionale, come il patriarcato si serva di diversi livelli di oppressione per mantenere il suo controllo e come, nel mondo, le donne lo sfidino ogni giorno.

“Ho scritto questo libro con una rabbia sufficiente ad alimentare un razzo.”

È così che si apre Sette peccati necessari, opera audace e incisiva che offre una prospettiva affilata sulle molteplici facce del patriarcato, le sue influenze e le sue implicazioni nella vita delle donne. Attraverso un mix esplosivo di vissuto personale, analisi sociopolitiche e richiami alla storia, Eltahawy sfida apertamente il patriarcato (“Fuck the Patriarchy”, il suo motto) e, con un approccio diretto e senza compromessi, costringe lettori e lettrici ad analizzarlo in tutte le sue forme e invita le donne a rifiutare la subordinazione e l’oppressione.

“Parole come “femminismo” e “resistenza” vengono svuotate dal loro significato quando le presentiamo come palliativi che offrono un sollievo momentaneo a donne e ragazze di fronte ai capricci del patriarcato. Ne ho abbastanza di offrire a donne e ragazze solo modi per sopravvivere, invece che strumenti per reagire. Il senso di pericolo e la paura che dovrebbero suscitare il femminismo e la resistenza non devono essere eliminati. Il femminismo dovrebbe terrorizzare il patriarcato. Dovrebbe avvertirlo che non vogliamo niente di meno che la sua distruzione. Abbiamo bisogno di meno road map per un trattato di pace con il patriarcato e di più manifesti su come distruggerlo. Sette peccati necessari è il mio manifesto.”

Sette i capitoli del libro

Sette i peccati della religione del patriarcato: esprimere rabbia, attirare l’attenzione, essere volgari, essere ambiziose, pretendere e ottenere potere, agire e reagire alla violenza, vivere liberamente la lussuria. Solo rivendicandoli, si può innescare la rivoluzione, nelle nostre vite private, ma anche e soprattutto nelle società in cui viviamo.

“Come sarebbe il mondo se alle bambine venisse insegnato che sono dei vulcani, le cui eruzioni sono qualcosa di bello, una potenza da stare a guardare e una forza con cui non scherzare? Se invece di distruggere la loro intemperanza, come l’allevatore addomestica un cavallo selvaggio, insegnassimo alle bambine l’importanza e il potere di essere pericolose?”

La potenza del linguaggio

Eltahway non esita a utilizzare un linguaggio forte e potente, in grado di scuotere lettori e lettrici dalle loro convinzioni preesistenti. Le idee e i concetti espressi ci spingono a riflettere sulla nostra posizione nella società e sulla nostra complicità inconscia, o consapevole, con il patriarcato, spronandoci a trovare il coraggio di metterci in discussione, di sfidare gli stereotipi di genere e di cercare una visione più equa e inclusiva del mondo.

La sua franchezza è una chiara manifestazione di frustrazione e rabbia nei confronti di un sistema che continua a negare alle donne la piena autonomia sui loro corpi, la libertà sessuale e la parità di opportunità.

“Odiavo essere ancora ostaggio di quella colpa, che consideravo un marchio dei dettami del patriarcato su come e quando una donna può esprimere la propria sessualità. “Io sono padrona del mio corpo” è stato un mantra per il quale c’è voluto tempo e mi sono guadagnata il diritto di dirlo ad alta voce come faccio ora. E insisto sul fatto che ho mandato il senso di colpa a farsi fottere, perché l’essere sfacciata e senza vergogna sono poteri che si suppone io non possa usare con tanta facilità. Ma li ho conquistati e li esercito con entusiasmo.”

Violenza sessuale, demonizzazione delle donne che esprimono la loro sessualità, ossessione per la purezza e la verginità femminile, mancanza di diritti riproduttivi, politica del velo, controllo sul corpo delle donne, educazione sessuale limitata: Eltahawy non si limita a parlare delle teorie e delle conseguenze del patriarcato, ma offre una prospettiva viva e palpabile delle lotte quotidiane affrontate dalle donne in tutto il mondo.

Una vasta gamma di ricerche, dati statistici, storie di donne di diverse culture e contesti sociali arricchiscono la diversità di prospettive, dimostrando che il patriarcato è un problema globale che richiede una risposta collettiva. L’uso di aneddoti personali da parte dell’autrice per illustrare le conseguenze del patriarcato sulla sua vita e sulle vite delle donne che la circondano dà una dimensione umana alla discussione e rende il libro diretto e coinvolgente.

“Io e il mio compagno siamo andati al bar a prendere un po’ d’acqua. Un uomo, che si è rivelato essere della direzione del locale, si è avvicinato a noi e mi ha chiesto cosa era successo. Dopo che ho spiegato di aver colpito un uomo che mi aveva molestato sessualmente, ha guardato il mio compagno e mi ha chiesto: “Perché non hai lasciato che se ne occupasse tuo marito?”
“A quale età il mio corpo apparterrà solo a me?”

Cura per un mondo equo

In un mondo che spesso minimizza o addirittura nega l’oppressione di genere, leggere un manifesto che denuncia il patriarcato come un male necessario, è stato rivitalizzante. Questo libro dà corpo a un urlo represso, a un’indignazione che arde non solo dentro di me, ma dentro tutti e tutte, a una rabbia e frustrazione che molti e molte di noi provano, ma che spesso viene soffocata.

A dimostrazione che la letteratura può essere un potente mezzo per il cambiamento.

In Mona Elthaway troviamo l’alleata di cui abbiamo sempre avuto bisogno, una voce che dà potere ai nostri pensieri e alle nostre esperienze e che con rabbia, passione e determinazione coinvolgenti ci invita a ribellarci, a organizzarci, ad allearci e a lottare per i diritti di tutte e tutti. Una voce di ispirazione per rivoluzione femminista che sfidi e abbatta il patriarcato una volta per tutte.

“Voglio che il patriarcato sappia che il femminismo è una rabbia scatenata contro secoli di crimini contro donne e ragazze in tutto il mondo, crimini che vengono giustificati con la “cultura” e la “tradizione” e il “è così che vano le cose”, tutti eufemismi per dire “questo mondo è governato dagli uomini, a vantaggio degli uomini”. Dobbiamo affermare un femminismo che sia forte, aggressivo, impudente. È l’unico modo per combattere un patriarcato che è sistemico.”

È necessario che donne e ragazze audaci vengano celebrate. E che vengano celebrate donne e ragazze che si salvano da sole e a quelle che salveranno tutti e tutte dal patriarcato. Celebriamo donne, ragazze e adolescenti che peccano. FUCK THE PATRIARCHY! – Dennis Canal

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