Recensione: Alcide Pierantozzi, Lo sbilico

Il racconto di chi convive con la malattia mentale e trova nella scrittura un modo per essere nel mondo. Uno scorcio di vita di chi si sente sopraffatto da qualcosa di enorme e da una prospettiva distorta del mondo. Alcide Pierantozzi ci racconta il tempo inquieto delle sue giornate e soprattutto cosa succede quando l’equilibrio psichico si inceppa.
Recensione: Annie Proulx, La palude

In “La palude”, Annie Proulx si addentra nelle zone umide del nostro pianeta. Unendo dati scientifici e ricordi personali, l’autrice invita a riscoprire lo sguardo curioso del bambino verso il mondo naturale, e a riconsiderare le nostre idee sulle paludi. Da sempre descritte come luoghi minacciosi, sotto la sua guida si rivelano ecosistemi vitali e affascinanti, santuari essenziali per l’equilibrio climatico e la biodiversità. La recensione del libro è di Raffaele Cataldo.
Recensione: Paolo Valoppi, Mio padre avrà la vita eterna ma mia madre non ci crede

L’esordio di Paolo Valoppi pubblicato da Feltrinelli, è un memoir, un romanzo di formazione e racconto familiare. Una storia diversa e vera sul diventare grandi; un padre che crede in Geova, una madre atea e femminista. Vi propongo la recensione del libro.
Recensione: Emmanuel Carrère, Yoga

Yoga di Emmanuel Carrère è un’opera che sfida le convenzioni della narrativa autobiografica, intrecciando la ricerca della serenità con il racconto della malattia mentale. Iniziato come un libro “arguto e accattivante” sullo yoga e il tai chi, a metà percorso il testo subisce una metamorfosi, quando Carrère descrive una crisi psichica che lo conduce al ricovero in una clinica e a una diagnosi di disturbo bipolare. Questo cambiamento improvviso trasforma il libro in una testimonianza potente e personale della fragilità umana. La recensione del libro è di Raffaele Cataldo, anche lui ora tra i libri di Carlo (e non solo).
Recensione: Aina S. Erice – Amanda Mijangos , Viriditas. Le donne della botanica

Hanno affrontato sfide difficili.
Navigato intorno al mondo. Salvato la propria famiglia dalla povertà o dal carcere. Hanno sconfitto parassiti mortali. Evitato che la propria gente morisse di fame. Sfide doppiamente difficili perché erano donne e molti le ritenevano meno intelligenti e meno capaci degli uomini.
Ma per fortuna la loro vita si intrecciò con quella delle piante e in particolare con alcune specie che non avevano ancora attirato l’attenzione degli studiosi, perché in tanti le consideravano meno interessanti, meno vive degli animali. Quelle piante e quelle donne formarono una squadra perfetta. Ascolta la recensione del libro andata in onda su Radio Padova.
Rencesione: Albert Camus, Caro signor Germain

Albert Camus, appena ricevuto il Premio Nobel per la letteratura, scrive al suo ex maestro di Algeri, colui senza il quale “niente di tutto questo sarebbe accaduto”, tutta la sua gratitudine. Nel libro edito da Bompiani (2024), di cui vi propongo la recensione, sono riuniti sia la corrispondenza tra i due uomini sia un estratto da “Il primo uomo”, in cui appare il personaggio del maestro Bernard. Un’edizione sotto forma di omaggio a questo magnifico legame di gratitudine e tenerezza tra allievo e maestro.
Recensione: Viaggio oltre l’ignoto. Un esperimento a cura di Pierdomenico Baccalario, Marco Magnone e Davide Morosinotto

Un progetto editoriale sperimentale che si inserisce al centro di uno dei dibattiti più importanti di oggi: una sfida narrativa tra uomo e macchina, nello specifico l’IA, l’Intelligenza Artificiale. Lo hanno ideato, curato e scritto tre autori di riferimento della letteratura per ragazzi di oggi: Pierdomenico Baccalario, Davide Morosinotto, Marco Magnone. E due autrici “esordienti”: Valentina Federici e, per l’appunto, l’Intelligenza Artificiale, alle prese con una sfida di scrittura affidata a entrambe con le stesse regole e istruzioni, e poi messe a confronto. “Viaggio oltre l’ignoto” dà conto di questo lavoro sperimentale, dei risultati imprevisti a cui ha condotto, e pone riflessioni importanti sugli scenari futuri, narrativi e non, del mondo letterario.
Recensione: Daniele Pasquini, Selvaggio Ovest

Daniele Pasquini, ha scritto un bellissimo romanzo, “Selvaggio Ovest” (NN Editore, pagg 359, euro 18). È una storia “selvaggia” come la Maremma di fine Ottocento, ovvero la terra in cui si svolge, abitata da butteri, mandrie e bringanti; è un “western” di ambientazione italiana; è un romanzo di suspense. I butteri della Maremma, i mandriani a cavallo, badano come sempre al bestiame e si guardano dai briganti che infestano la zona. Penna, un buttero capace e taciturno, insieme a suo figlio Donato ha appena fatto arrestare Occhionero, uno dei fuorilegge più spietati. Nel frattempo, la giovanissima Gilda, figlia di un carbonaio, medita vendetta contro i complici di Occhionero, colpevoli di averle usato violenza; quando il brigante prepara la fuga dalla caserma, presidiata dal vanesio Orsolini, arriva in Italia il Wild West Show, il grandioso spettacolo di Buffalo Bill, che insieme a pistoleri e capi indiani gira il mondo in cerca di guadagni e di fama. E mentre lo Show si sposta a Firenze, un furto di cavalli intreccia le vite dei protagonisti, innescando la catena di eventi che condurrà fino al drammatico scontro finale. Puoi ascoltare la puntata andata in onda nell’omonima rubrica su Radio Padova.
Recensione: Dorothy Strachey, Olivia

Su Radio Padova ho consigliato “Olivia” di Dorothy Strachey, un romanzo di straordinaria attualità, che torna in libreria grazie ad Astoria edizioni, nella traduzione di Carlo Fruttero. Olivia appartiene a una famiglia inglese tradizionale di inizio ‘900 e, all’età di sedici anni, viene mandata in un collegio femminile per completare la sua educazione. Ben presto, comincerà a provare uno sconvolgente desiderio per la sua insegnante, Mademoiselle Julie, a cui è legata dall’amore per la letteratura, l’arte e la musica. Un classico moderno imperdibile, la cui prefazione è stata scritta da André Aciman. Ascoltate la recensione del libro.
Recensione: Samuel Beckett, Romanzi, teatro e televisione

Chi si avvicinasse a Beckett per la prima volta potrebbe allontanarsi subito spaventato dal poderoso Meridiano Mondadori (2023). Invece, uno dei paradossi di questo scrittore unico e irripetibile è di non essere minimamente intellettuale e di riuscire – nella cancellazione di trame tradizionali e nella riduzione all’osso del comunicabile – a dire tutto l’essenziale con un pathos, una disperazione, una radicalità estreme che per loro intima natura, inevitabilmente, spesso, invadono il terreno del comico. Leggerlo è un’esperienza dello spirito, più che della mente. Vi propongo la recensione del libro andata in onda nella mia rubrica su Radio Padova.